Piede diabetico

Come prevenirlo con i controlli quotidiani (soprattutto in estate)

La prevenzione del piede diabetico si basa su tre gesti quotidiani: controllare i piedi ogni giorno, anche tra le dita, non camminare mai scalzi e indossare scarpe comode che non sfreghino. Chi ha il diabete può sviluppare nel tempo una ridotta sensibilità ai piedi, per cui una piccola ferita rischia di passare inosservata e complicarsi. L’estate è la stagione più delicata, tra sandali, piedi scalzi e pelle secca. Se noti ferite che non guariscono o perdita di sensibilità, rivolgiti subito al medico.

Che cos’è e perché succede

Il piede diabetico è una delle complicanze croniche del diabete e nasce dalla combinazione di due fattori. Il primo è la neuropatia: la glicemia alta, negli anni, può danneggiare i nervi periferici e ridurre la sensibilità del piede. Un taglio, una vescica o una scottatura possono così non fare male e passare inosservati.

Il secondo fattore riguarda la circolazione: il diabete può ridurre l’afflusso di sangue alle estremità, come abbiamo raccontato parlando di microcircolo [LINK articolo: Microcircolo]. Meno sangue significa guarigione più lenta, e una ferita banale che in una persona sana si chiude in pochi giorni, in chi ha il diabete può faticare a rimarginarsi e infettarsi.

Questa combinazione è insidiosa perché silenziosa: la mancanza di dolore fa sì che il problema passi inosservato finché non si è aggravato. Le linee guida internazionali sul piede diabetico (IWGDF) e le società diabetologiche italiane insistono per questo su un principio semplice: la prevenzione quotidiana vale più di qualsiasi cura successiva.

I segnali da non ignorare

Chi ha il diabete dovrebbe prestare attenzione a: ferite, tagli o vesciche che non guariscono nel giro di pochi giorni; arrossamenti o gonfiori localizzati; pelle molto secca con screpolature profonde, soprattutto ai talloni; calli o duroni che cambiano aspetto; formicolii, bruciori o perdita di sensibilità; unghie che si incarniscono o cambiano colore.

Ognuno di questi segnali, in una persona con diabete, merita una valutazione medica tempestiva. Il fattore decisivo è il tempo: intercettare una lesione ai primi stadi cambia completamente il percorso.

Cosa puoi fare ogni giorno

La prevenzione del piede diabetico è fatta di abitudini semplici e costanti. La prima è l’ispezione quotidiana: ogni sera controlla i piedi, comprese le piante e gli spazi tra le dita, aiutandoti con uno specchio se serve. Cerchi tagli, vesciche, arrossamenti, zone di pelle diversa.

La seconda abitudine è non camminare mai scalzi, nemmeno in casa, e d’estate nemmeno in spiaggia, dove la sabbia rovente e le conchiglie sono un rischio concreto. La terza riguarda le calzature: scarpe comode, chiuse quando possibile, che non stringano e non sfreghino, con calze senza cuciture spesse.

Per l’igiene, le raccomandazioni delle linee guida sono precise: lavaggio quotidiano con acqua tiepida, mai sopra i 37 gradi, perché la ridotta sensibilità può non avvertire il troppo caldo, evitando i pediluvi prolungati che macerano la pelle. Dopo il lavaggio, asciugatura accurata tra le dita e crema idratante, meglio se a base di urea, per prevenire le screpolature. Calli e duroni non vanno mai tagliati da soli né trattati con callifughi: sono compiti da podologo.

Qualche accorgimento in più per la stagione estiva. In spiaggia, ciabatte sempre ai piedi fino al bagnasciuga, perché nelle ore centrali la sabbia può superare i cinquanta gradi. In piscina, ciabatte anche a bordo vasca e negli spogliatoi, dove oltre alle ferite si rischiano le micosi. Dopo il bagno al mare, sciacqua i piedi con acqua dolce e asciugali bene: la salsedine secca la pelle e favorisce le screpolature.

Per il taglio delle unghie: dritte, non troppo corte, con gli angoli appena smussati per prevenire le unghie incarnite. Se la vista o la manualità rendono difficile l’operazione, meglio farsi aiutare o affidarsi a un podologo. Ogni scarpa nuova va poi rodata gradualmente, un’ora il primo giorno, controllando i piedi per verificare che non abbia lasciato segni di sfregamento.

Il controllo della glicemia resta in ogni caso la prevenzione più importante di tutte, perché protegge nervi e vasi alla radice.

Quando rivolgersi allo specialista

La gestione del piede diabetico coinvolge due specialisti che lavorano insieme. L’endocrinologo segue il controllo del diabete, il vero motore della prevenzione: una glicemia ben gestita protegge nervi e vasi. Il chirurgo vascolare valuta la circolazione delle gambe e dei piedi, individuando precocemente eventuali riduzioni del flusso sanguigno.

Chi ha il diabete da diversi anni, o ha già notato una riduzione della sensibilità, dovrebbe programmare controlli regolari anche in assenza di lesioni: è esattamente il tipo di prevenzione che evita i problemi seri.

Domande frequenti

Chi ha il diabete deve controllare i piedi anche se non ha disturbi?
Sì. La perdita di sensibilità avviene gradualmente e senza sintomi evidenti: il controllo quotidiano serve proprio a compensarla.

Perché l’estate è più rischiosa per il piede diabetico?
Sandali e piedi scalzi espongono a ferite, la sabbia calda può ustionare senza che ci si accorga e la pelle secca si screpola più facilmente.

Che scarpe deve usare chi ha il diabete?
Scarpe comode, che non stringano e non sfreghino, con interni senza cuciture in rilievo. Nei casi indicati dal medico esistono calzature specifiche.

Una ferita al piede quando deve preoccupare?
Se dopo pochi giorni non mostra segni di guarigione, o se compaiono rossore, gonfiore o secrezioni, serve una valutazione medica tempestiva.

Endocrinologo e chirurgo vascolare a San Giovanni Rotondo

A 3M Medical la prevenzione del piede diabetico ha due riferimenti: il Dott. Antonio Pio Palena, endocrinologo e specialista in malattie del ricambio, e il Dott. Giancarlo Palena, chirurgo vascolare. Prenoti la visita endocrinologica o la visita vascolare online su 3mmedical.it, senza liste d’attesa, a San Giovanni Rotondo.