La celiachia è una malattia autoimmune permanente dell’intestino. È scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.
La parola glutine deriva dal latino gluten che significa colla ed è la frazione proteica alcool-solubile di grano, orzo, farro e segale. Questo complesso proteico che quindi si trova principalmente in alimenti a base di frumento come pane, pasta, pizza, biscotti e snack dolci e salati, causa una risposta infiammatoria abnorme a livello dell’intestino tenue.
La risposta immunitaria genera un’infiammazione cronica che, a sua volta, danneggia i tessuti dell’intestino e porta alla scomparsa dei villi intestinali, importanti per l’assorbimento dei nutrienti. Un celiaco quindi, oltre al danno diretto, subisce un consistente danno indiretto, anche perché non è in grado di assorbire sostanze nutritive e quindi rischia la malnutrizione. Se non è diagnosticata tempestivamente e trattata in modo adeguato, la celiachia può avere conseguenze importanti, anche irreversibili.
La sensibilità al glutine è una infiammazione reversibile delle mucose intestinali creata da un surplus di glutine che dopo un periodo di disintossicazione ed eliminazione del glutine può ritornare, anche se lentamente, alla normalità. Si stima che circa una persona su quattro soffre di sensibilità al glutine e non celiachia.
Ma perché questo aumento sproporzionato di intolleranza a questa “colla”?
Il glutine è presente da sempre nei cereali, ma soltanto da quando il grano è stato alterato attraverso modificazioni genetiche (utilizzando addirittura il cobalto radioattivo), il quantitativo di glutine è aumentato notevolmente. Questo eccesso spesso causa infiammazione al nostro intestino provocando una grande produzione di zonulina, una proteina in grado di allentare le giunzioni serrate che legano le cellule l’una all’altra del nostro epitelio intestinale, provocando così la cosiddetta permeabilità intestinale.
Questo processo infiammatorio può essere la causa di moltissimi sintomi gastroenterici (gastrite, reflusso, digestione lenta, meteorismo, crampi, colon irritabile, diarrea, stitichezza), ma anche problematiche dermatologiche, delle vie urinarie, stanchezza cronica e addirittura neurologiche, come confusione mentale fino ad alcuni stadi di depressione.
Il 99% delle persone che ha questo problema non ne è a conoscenza.
I sintomi di una celiachia, come di una sensibilità al glutine sono molto simili, per questo spesso si fa confusione, ma gli esami appropriati sapranno escludere la malattia autoimmune permanente, dall’infiammazione passeggera.
Un esame definitivo, non invasivo e di risultato certo, (oltre alla gastroscopia che valuterà il medico), è l’esame del DNA per conoscere la predisposizione genetica alla celiachia, all’intolleranza al lattosio, nichel, ferro, istamina, sale, alcol, ecc.
