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Prima visita immunologica

La visita immunologica è una prestazione specialistica rivolta ad adulti e bambini che presentano sintomi o alterazioni cliniche e laboratoristiche potenzialmente riconducibili a un malfunzionamento del sistema immunitario. Ha l’obiettivo di individuare, diagnosticare e monitorare patologie autoimmuni, autoinfiammatorie e immunodeficienze, oltre ad altre condizioni caratterizzate da un’alterata risposta immunitaria.

Il sistema immunitario svolge normalmente una funzione di difesa contro agenti esterni, come virus e batteri, e contribuisce al mantenimento dell’equilibrio dell’organismo. Quando i suoi meccanismi di regolazione risultano alterati, può verificarsi una risposta insufficiente alle infezioni, una reazione eccessiva oppure un’attivazione diretta contro i tessuti dell’organismo stesso, come avviene in alcune malattie autoimmuni.

La visita immunologica rappresenta il primo passo per approfondire l’eventuale origine immunologica di sintomi quali dolori articolari e muscolari, gonfiore, eruzioni cutanee, stanchezza persistente, infezioni ricorrenti o alterazioni degli esami del sangue.

In cosa consiste la visita immunologica?

Durante la visita, lo specialista raccoglie un’anamnesi approfondita, valutando la storia clinica e familiare del paziente, lo stile di vita, le terapie assunte, la frequenza delle infezioni e l’eventuale presenza di patologie concomitanti.

Successivamente, procede con l’esame clinico, che può comprendere la valutazione delle articolazioni, della cute, dei linfonodi e di eventuali segni di interessamento sistemico. In base ai sintomi e ai dati raccolti, può prescrivere esami ematici e immunologici mirati, come la ricerca di autoanticorpi, il dosaggio delle immunoglobuline, lo studio del complemento e l’analisi delle sottopopolazioni linfocitarie.

Quando necessario, lo specialista può richiedere ulteriori accertamenti strumentali o indirizzare il paziente verso altri specialisti per un approfondimento multidisciplinare. Al termine della valutazione, definisce il percorso diagnostico e le eventuali strategie terapeutiche e di monitoraggio.

Quali patologie vengono valutate?

La visita immunologica è indicata per l’inquadramento di diverse condizioni, tra cui:

  • Immunodeficienze primitive e secondarie: condizioni caratterizzate da una ridotta capacità di difesa immunitaria, che possono essere congenite o genetiche oppure svilupparsi in seguito a neoplasie, trattamenti chemioterapici o radioterapici, terapie immunosoppressive e altre patologie croniche.
  • Malattie autoimmuni sistemiche: artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, sindrome di Sjögren, sclerodermia, connettiviti miste o indifferenziate, vasculiti e sindrome da anticorpi antifosfolipidi.
  • Artriti e malattie infiammatorie immunomediate: artriti sieronegative, spondiloartriti, artrite psoriasica, spondilite anchilosante, artrite reattiva, gotta e altre artriti da deposito di cristalli.
  • Malattie autoinfiammatorie: condizioni caratterizzate da episodi ricorrenti o persistenti di infiammazione, talvolta associati a febbre e altri sintomi sistemici.
  • Altre patologie immunomediate: sarcoidosi, sindrome di Behçet, sindrome di Cogan, sindrome SAPHO e alcune reazioni infiammatorie associate a tatuaggi o corpi estranei.
  • Alterazioni immunologiche in gravidanza: in particolare, valutazione della sindrome da anticorpi antifosfolipidi e delle condizioni immunologiche che possono richiedere un approfondimento specialistico.

La visita può inoltre contribuire all’inquadramento di manifestazioni articolari e periarticolari, come sinoviti, tendiniti, tenosinoviti e lombalgia di tipo infiammatorio, nonché di quadri clinici complessi nei quali sia necessario valutare un possibile coinvolgimento immunitario.

Quali sintomi richiedono una valutazione immunologica?

È opportuno considerare una valutazione specialistica in presenza di uno o più dei seguenti segnali, soprattutto se persistenti, ricorrenti o associati ad altre anomalie cliniche.

  • Infezioni frequenti o particolarmente severe: raffreddori e faringiti ricorrenti, otiti, bronchiti, polmoniti, infezioni urinarie ripetute, ascessi, infezioni invasive o necessità frequente di antibiotici e ricoveri ospedalieri.
  • Manifestazioni articolari e muscolari: dolore e gonfiore articolare, rigidità mattutina, sinoviti, tendiniti, dolori muscolari o lombalgia con caratteristiche infiammatorie.
  • Manifestazioni cutanee: eruzioni persistenti o ricorrenti, lesioni cutanee di possibile origine autoimmune, fenomeni infiammatori o altre alterazioni della pelle da approfondire.
  • Sintomi sistemici: stanchezza persistente, febbre ricorrente senza causa identificata o altri disturbi associati a sospetta infiammazione sistemica.
  • Alterazioni dei linfonodi o degli organi: linfonodi ingrossati persistenti o ricorrenti, oppure aumento delle dimensioni di fegato o milza, dopo gli opportuni accertamenti per escludere altre cause.
  • Alterazioni degli esami del sangue: riduzione delle immunoglobuline, deficit del complemento, anomalie dell’immunofenotipo, positività degli autoanticorpi, citopenie, aumento degli indici di infiammazione o presenza di crioglobuline.
  • Familiarità significativa: presenza in famiglia di immunodeficienze, malattie autoimmuni o altre condizioni che possano suggerire una predisposizione a patologie immunologiche.

La presenza di uno di questi elementi non indica necessariamente una malattia immunologica, ma può rendere utile un approfondimento specialistico sulla base del quadro clinico complessivo.

La visita immunologica consente di approfondire eventuali alterazioni del sistema immunitario, individuare possibili patologie sottostanti e definire un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato, favorendo una gestione più consapevole della salute e un adeguato monitoraggio nel tempo.

Come prepararsi?

Generalmente, la visita immunologica non richiede una preparazione specifica né il digiuno, salvo indicazioni diverse legate agli esami eventualmente programmati. È consigliabile portare con sé i referti degli esami del sangue, gli esiti di precedenti visite specialistiche, la documentazione relativa a eventuali ricoveri e l’elenco aggiornato dei farmaci assunti.

È utile riferire allo specialista la frequenza delle infezioni, l’eventuale presenza di sintomi ricorrenti, la storia familiare di malattie autoimmuni o immunodeficienze e qualsiasi terapia in corso.

Prezzo

110€

Letizia Mariotti

Allergologa
Immunologa

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